Non sembra cosi vero. Perchè?
Primo perchè l'Europa continentale è sempre spaccata da nuovi muri virtuali: quello economico che separa l'Europa ricca occidentale da quella povera dell'ex-patto di Varsavia; quello culturale e strategico che divide l'Europa atlantista di cultura anglo-sassone, germanica e latina e cattolico-protestante, e l'Europa "post-bizantina o ortodossa (Bulgaria, Serbia, Montenegro, Romania, Grecia, Cipro, Russia, Bielorussia, Ucraina dell'Este, ecc), il cui cuore batteva dalla parte dei Serbi quando la Nato bombardava l'ex-Yougaslavia per difendere il Kosovo, diventato indipendente contro la volontà russo-greco-serba nel febbraio del 2008, o dalla parte di Mosca quando l'Occidente hao difeso la Georgia contro l'intervento russo in Ossezia del Sud e in Abkazia nel agosto del 2008.
Secondo perchè i muri ereditati della Guerra fredda non sono tutti caduti, anzi: quello che divide la Repubblica di Cipro, membro dell'UE, occupata illegalmente e colonizzata dalla Turchia nella sua parte Nord e che attraversa Nicosia; quello politico-strategico e maritimo che divide le due Cine, quella libera, Taïwan e quella maoïsta di Pechino. Poi quello che separa la Corea libera e la Corea comunista, paesi sull'ordo della guerra, come abbiamo visto con la sparatoria in mare del 10 novembre 2009 tra le marine dei due paesi. Potremo anche menzionare i muri che dividono molti paesi dove convivono difficilmente musulmani e non-musulmani (Tailanda, Sudan, Indonesia, Filipine, Libano, Russia, Egitto, Costa D'Avorio, ecc, e sempre di più Europa,) oppure quelli che dividono il terzo Mondo povero in espansione demografica e religiosa e i paesi ricchi maggioritariamente occidentali in via di estinzione demografica e religiosa.
La Nuova Guerra Fredda : Superpotenza cinese e l'alleanza eurasiatica contro l'Occidente
Nel mondo del dopo Guerra Fredda, si osserva emergere un crescente Asse anti-occidentale che intende opporsi all'"imperialismo", alle democrazie liberali e all'universalismo dei diritti dell'Uomo, che i paesi non democratici del terzo mondo o islamici vorrebbero riformare o annullare. In questo mondo non necessariamente pacifico nel quale la democrazia, i diritti dell'Uomo, il rispetto della vita della persona e la libertà di pensiero sono meno importanti degli interessi nazionali, religiosi, energetici ed economici, la superpotenza cinese diventerà l'unica potenza capace nel futuro di sorpassare gli Stati Uniti. Non saranno più le potenze occidentali a dare il tono, ma un Gigante anti-democratico e cinico, la repubblica popolare di Cina, che ambisce di dominare il mondo violentando miglioni di cittadini privi di diritti e che producono a costo quasi zero, rovinando i paesi industriali con le loro merci e comprando con le loro riserve monetarie i buoni del tesoro degli Stati Uniti e di altri paesi. L'alleanza tra capitalismo selvaggio e totalitarismo politico comunista ("un paese, due sistemi"), dà un' efficacia impressionante a Pechino che da una parte fa parte del'Organizzazione Mondiale del Commercio, e dal'altra appoggia i paesi più dittatoriali del mondo fra cui l'Iran, la Corea del Nord o la Bielorussia. In questo ambito, la Cina è al centro di iniziative geostrategiche e economiche che mirano a ridurre l'unilateralismo americano. Fra queste possiamo citare l'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (OCS), il BRIC (Brasile, Russia, India, Cina), e molte iniziative prese nell'ambito dell'ONU e del blocco dei Non Alineati.
Dal Gruppo di Shanghai al Venezuela «petrolrivoluzionario»
In risposta a quello che essi ritengono un «accerchiamento» geostrategico (basi americane nei Balcani, nel Caucaso e in Asia centrale), la Cina ha stipulato nel 2001, assieme alla Russia, un alleanza strategica con l’asse antioccidentale islamico-terzomondista descritto in precedenza. Uno degli strumenti è l’OCS, o «Gruppo di Shangai», creato nel 2001 e che riunisce la Russia, la Cina e cinque repubbliche ex sovietiche autoritarie e dispensatrici di idrocarburi dell’Asia centrale. L'OCS, assieme ai paesi osservatori (India, Pakistan, Mongolia, Iran), comprende 1/5 della popolazione mondiale e occupa 30 milioni di chilometri quadrati. Fatto significativo: l’Iran è il più corteggiato fra gli «osservatori» dell’OCS. Gli obiettivi dell’OCS sono di eliminare ogni presenza occidentale e quindi bloccare la presenza militare americana in Asia centrale e nel Caucaso; creare un’area di sicurezza attorno alle riserve di petrolio del Mar Caspio; ripristinare la loro presenza nell’area d'influenza latinoamericana dopo il contraccolpo della fine della Guerra Fredda. Gli accordi militari tra i paesi dell’OCS hanno come obiettivo di contenere ed evidenziare le operazioni «ostili» degli Stati Uniti ovunque esse siano condotte.
Meno discreto della Cina e della Russia, il Venezuela di Hugo Chávez, protagonista di una geopolitica mondiale "petrorivoluzionaria", ambisce a federare tutti i nemici dell’Occidente. La base dell’alleanza che i leader socialisti dell'America latina (Venezuela, Bolivia di Evo Morales, Ecuador di Rafael Correa, Nicaragua di Daniel Ortega) hanno conclusa con gli Stati «rivoluzionari» antioccidentali (Iran, Siria, Bielorussia, Cina, Sudan, ecc), comprende azioni alla sede dell’OPEC, l’approvvigionamento di armamenti e tecnologie di distruzione di massa e un fronte comune all’ONU. Hugo Chávez, che desidera dotare il suo paese di un programma nucleare, sin dall’inizio di ottobre del 2007 in occasione di un summit all’ONU, sostiene le aspirazioni nucleari dell’Iran islamico. Quest'alleanza "rossa-verde" spiega anche la richiesta venezuelana avanzata nel 2006: ottenere lo statuto di «osservatore della Lega Araba». La popolarità del presidente venezuelano nel mondo islamico è un dato di fatto. Una solidarietà dimostrata verso la causa araba e il palestinismo, condiviso da numerosi venezuelani e latinoamericani. Così, da Beirut a Baalbeck in Libano e da Gaza a Ramallah nei territori palestinesi, è diventata molto popolare l’effige di Hugo Chávez che affianca quella di Yasser Arafat o del Hamas. Il 3 agosto 2006, in occasione della guerra dei 33 Giorni tra Hezbollah e Israele e dell’offensiva a Gaza del 27 dicembre 2008, il presidente venezuelano ha capeggiato la reazione del Terzo Mondo contro Israele, denunciando il «genocidio" commesso da Tsahal contro i Palestinesi, il Hezbollah i Libanesi e Hamas.
Contestazione dei Diritti dell'Uomo all'ONU: il fronte dei Non Alleati e dell'OCI
L'ONU del dopo guerra fredda è profondamente diversa. E sempre di più un organizzazione composta di paesi che contestano l'Ordine mondiale dominato dal'Occidente e tutto cio' che ne è nato, cominciando con la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo del 1948 il cui universalismo è respinto in nome di una rivendicazione multilateralista post-coloniale. E cosi che l’Iran ha la carica di vice-presidente della Commissione per il Disarmo, che la Siria è stata eletta vice-presidente del Comitato dell’agenzia internazionale per l’energia atomica, che il Sudan è stato eletto al Consiglio dei diritti dell’uomo, come prima lo fu la Libia, che ne è stata la presidente, e che un paese fra i più dittatoriali del mondo, lo Zimbabwe, è stato eletto alla Commissione per lo Sviluppo”.
Alle conferenze antioccidentali e anti-israeliane dell’ONU organizzate a Durban I nel 2001 e a Ginevra (Durban II) nel 2009 e in maniera ricorrente alla sede del Consiglio dell’ONU per i diritti dell’Uomo o in quella dell’ONU di New York, si constata la radicalizzazione del fronte antioccidentale rosso-nero-verde che ricorda la Tricontinentale e i Non Alleati. Nel 2008 e nel 2009, al Consiglio dei diritti dell’Uomo paesi come Cuba, la Bielorussia, la Corea del Nord o il Venezuela hanno sostenuto le proposte formulate dai 57 paesi dell'Organizzazione della Conferenza islamica (OCI), che mirano a sanzionare Israele o a perseguire legalmente "l’islamofobia" o «la diffamazione contro le religioni». Hanno cosi offerto sostegno agli Stati islamici nella vicenda delle vignette su Mahometo in Danimarca, 2006-2008 o nel caso del film Fitna contro l'Islam del deputato Wilders in Olanda in marzo 2008. Lo scambio è infatti questo: i rossi neocomunisti denunciano assieme ai verdi musulmani «l’islamofilia dell’Occidente» e ostacolano le sanzioni contro l’Iran o il Sudan; i verdi, a loro volta, non votano le sanzioni contro i paesi comunisti.
Questo Fronte che contesta l'universalismo dei diritti dell'uomo nell'interno delle Nazioni Unite e vuole controllare l'ONU e chiede la fine del monopolio dei 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, unisce la Corea, la Bielorussia, la Cina, i membri guida dell' OCI come l'Iran, l'Egitto, il Pakistan o il Sudan, senza dimenticare i paesi rivoluzionari terzomondisti o comunisti-sovietici come Cuba o il Venezuela. Questi paesi non votano le sanzioni contro il regime islamista-militare del Sudan, autore di un genocidio di due milioni di Neri non-musulmani del Sud e del Darfour. Tale solidarietà spiega perchè la decisione di mandare i caschi blu in Sudan in nome del capitolo VII per fermare i massacri non è stata applicata. Per garantire quest'alleanza, il regime di Al Bachir vende alla Cina comunista il suo petrolio 30 % del prezzo normale. Questo rappresenta il 10 % delle importazioni cinesi totali e il Sudan compra le armi cinesi e gli aerei russi. I paesi dell'asse "nero-verde-rosso" non votano le sanzioni contro il regime nazislamista di Ahmadinejad, al quale la Bielorussia, la Corea del Nord, il Pakistan, la Cina e anche la Russia forniscono tecnologie e armi. Come la Corea del Nord ieri, l'Iran oggi riesce a guadagnare tempo sulla strada verso la bomba atomica, grazie al fatto che la Cina e la Russia (che fanno parte del Gruppo dei Sei che gestisce i negoziati sul nucleare iraniano con l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica), ostacolano ogni sanzione concreta contro Teheran. Da parte loro, il Sudan e l’Iran, insieme ad altri Stati rossi, sono solidali con gli Stati colpiti da sanzioni, come Cuba, la Corea del Nord, o il Zimbabwe. Il crollo del dopo Muro di Berlino non è quindi sboccato solo sulla democratizzazione di paesi ex-communisti, ma anche sul ritorno delle ideologie totalitarie facilitate anche dall'incoerenza e dalla pavidità occidentale ed europea, che sembra avere dimenticato le lezioni di Churchill...
*Articolo pubblicato sul sito di Magdi Cristiano Allam (http://www.protagonistiec.it/node/1014) ; In occasione dell'uscita del suo nuovo libro prefato da Magdi Allam, Rossi, Neri, Verdi, L'alleanza fra l'islamismo radicale e gli estremi opposti (Lidau, 16 novembre 2009), Alexandre del Valle analizza la situazione del mondo del dopo Guerra Fredda.